Guida ragionata

8 febbraio 2010

Diciamo la verità: a volte temiamo di essere un po’ monotematici nella scelta degli argomenti, che spaziano da Berlusconi al Papa, per poi tornare indietro a Berlusconi e ritornare sul Papa, soffermandosi, talvolta, su qualche stronzolo che si sia distinto per particolari meriti.

Soprattutto temiamo di non saper essere abbastanza odierni, spigliati e attuali e di trascurare il mondo dei giovani, perdendo così diverse migliaia di lettori.

Ma noi siamo autori di fumetti, perdìo!

Siamo giovani(li), siamo alla moda, facciamo tendenza, siamo veramente cool e dannatamente trendy, cazzo!

Siamo opinion leaders!

Cosa volete, oggi, grazie a internet, tutti possono essere opinion leaders! Basta discernere con aggressività su questo o quell’altro argomento – non importa con quale preparazione – e cercando di creare il massimo scompiglio in modo da agitare le opinioni, facendo attenzione, comunque, a prendersi sempre molto sul serio.

Per questo motivo e soprattutto per non sembrare due vecchi brontoloni che vivono fuori dal mondo, abbiamo deciso di fornire ai nostri amati lettori una guida ragionata ai film in programmazione nelle principali sale italiane. Una guida preziosa, arricchita da preziosi giudizi critici e note tecniche, che rappresenti quindi un servizio utile e garantisca un’attendibile banca dati da consultare prima di decidere quale film andare a vedere.

Cominciamo.

AVATAR: Ne hanno parlato troppo, troppo casino. Non ci siamo andati.

LA PRIMA COSA BELLA: Nulla di speciale, però bellino, via.

IL QUARTO TIPO: Non sa d’un cazzo.

BACIAMI ANCORA: E chi l’ha visto?

PARANORMAL ACTIVITY: Cimportaunasega. Se l’ha girato in casa, con la su’ fia, ir su’ amico e la telecamerina amatoriale, allora noi si guarda, in casa, con le nostre fie, i nostri amici e il divx amatoriale.

IO LORO E LARA: Verdone ha rotto i coglioni.

IL CONCERTO: Dice sia ganzo. Mah?! S’andrà a vede’ la prossima settimana, eh?

BANGKOK DANGEROUS: Eh?

TRA LE NUVOLE: Inizia bene, poi no.

Bene, sicuri di avervi fatto cosa gradita vi diamo appuntamento alla prossima settimana, quando parleremo di fumetti.

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Italia, punto e bas… no, cioè: it

6 febbraio 2010

Amici miei,

vivendo in Belgio ormai da un po’, mi duole ammettere che ogni volta che metto piede sul suolo patrio lo vedo sempre più un paese dove passare delle belle vacanze, in posti meravigliosi, con cibo spettacolare, vino ancora migliore, bellephyæ® & cotillons. Ma viverci, be’, viverci è un’altra cosa.

Purtuttavia, ‘iobono come mi piace scrivere purtuttavia, quantunque sia desueto.

Dicevo? Ah sì, nonostante ciò, la maggior parte dei miei amici/colleghi stranieri sono invariabilmente attratti dai nostri posti meravigliosi, dal cibo spettacolare, dal vino ancora migliore, più raramente dalle bellephyæ. Si sa come sono i belgi, un po’ co(ti)llons.

Quindi, quando mi chiedono consigli su dove andare*, cosa fare**, cosa mangiare***, per comodità li mando* su qualche sito di fiducia dove trovare quello che cercano. Ma quelli che non hanno un italiano a portata di mano, che fanno? Lo so cosa state pensando, ma non suggerite, ve lo dico io: vanno sul portale Italia.it, ovvio!

Ora, non cominciamo con le facili ironie, i “se mi darebbero 2.000 euro ce lo facevo meglio io”, etc. perché se ci hanno speso circa 70 milioni di euro, il costo di un discreto calciatore, li varrà, no? Se si vuole incentivare il turismo bisogna frugarsi, non ci sono scorciatoie. Molte persone si sono avvicendate nella realizzazione di questo progetto ambizioso, è stato un complesso lavoro corale, e ognuno ha dato il suo contributo. A cominciare dal Presidente del Consiglio Be… no, non mi riesce di dirlo, il Ministro Stanca (dopo un po’, neanche troppo), il Ministro Rutelli, il Ministro Brambilla, il Ministro Brunetta, la Sora Lella e sumà (della Sora Lella, op.cit.).

E’ infatti solo grazie a loro che adesso, aprendo il sito dall’estero, e per soli settanta milioni di euro, possiamo presentare con orgoglio ai nostri amici stranieri primizie come “Cellino San Marco: il sogno di Al Bano” (ma non era quello che manco il papa vuole vedere?) e “Discovering the Forbidden City of Peking” (ma non era il sito dell’Italia?). E possiamo dilettarci a scorrere con voluttà le news, aggiornate al 27 dicembre 2009.

Continuo? Non credo ci sia bisogno.

Però, come succede in alcuni film, proviamo a vedere dove sono finiti i protagonisti di questo nuovo miracolo italiano:

Il Ministro per l’Innovazione che lanciò l’idea nel 1994, Lucio Stanca, adesso è Amministratore Delegato di Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A, (emolumenti per 450.000 € l’anno), ma nel contempo arrotonda anche con lo stipendio di deputato, a cui non ha saputo rinunciare. Se poi alla Camera non si fa vedere è perché cià da fare, sapeteunasegavoi di Expo.

Il Ministro per i Beni Culturali che mise online per la prima volta il sito nel 2007, Coso Rutelli (a.k.a. Pliiis, visit Italy), è ancora inspiegabilmente tra i co(ti)llons a fare danno.

Il Ministro per il Turismo che ha fatto partire questa meraviglia nel 2009, Teg.me Vittoria Brambilla, non ha bisogno di presentazioni, ma probabilmente di qualche ceffone. Però va detto che, essendo a capo dell’impresa di famiglia dèdita alla trafilatura d’acciaio, di turismo se ne intende.

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione che ha contribuito alla messa online, Cosetto Brunetta, lo vedrei bene sulla spalla destra di Bud Spencer, ma magari voi avete un’idea migliore.

Ah, dimenticavo, il sito di riferimento per il turismo italiano riceve circa 20.000 contatti al mese (edreams quasi 2 milioni).

Praticamente con soli 70 milioni di euro siamo passati dall’imbarazzo della scelta, all’imbarazzo.

Santrine

* In culo.

** Ammàzzati.

*** Questa fava.

***

Santrine, aka Sandro Starita, è da anni un amico fidato e prezioso dei Paguri, in questi ultimi tempi impegnato nel ruolo di EMICRANTO. Napoletano di nascita, ha vissuto a Pescara, poi Firenze, Milano, fino a stabilirsi a Bruxelles, ove attualmente risiede. Novello Umberto Nobile, impegnamoci tutti quanti ad arrestare questa corsa dissennata verso l’algido nord che lo accompagna da tutta la vita, perché andarlo a trovare in un igloo torna male.

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Abbiamo sbagliato tutto.

3 febbraio 2010

“Agli italiani non importa niente dei miei problemi con la giustizia.”

Aveva ragione lui, ha sempre avuto ragione lui. Noi abbiamo sbagliato tutto e, senza rendercene conto, abbiamo portato l’Italia verso la rovina.

Eppure era tutto chiaro, fin da subito.

Lui è entrato in politica con il principale scopo di non farsi processare. Punto.

Far arricchire le sue aziende ai danni dello Stato, controllare tutti i centri nevralgici del Paese, fare favori ai suoi amici e sostenitori a spese nostre, far fare affari ai soliti speculatori e trombare tutte le troie che gli capitano a tiro, ebbene, sono solo effetti collaterali.

Già che c’era – e in assenza di una parvenza di scampolo d’ombra di residuo diafano di un’opposizione – perché non farlo?!

Il fatto è che per non farsi processare ha dovuto non solo sdoganare i fascisti, ma portarli anche al governo.

Ha dovuto legittimare degli ottusi razzisti vestiti da Jack-in-the-green e con lo spessore culturale di un cercopiteco (anzi: una trota) e portare al governo pure loro.

Ha dovuto garantire al papa che avrebbe tutelato gli interessi vaticani, molto, ma molto di più di quanto non avesse fatto la peggior Democrazia Cristiana.

Ha dovuto scendere a patti con la mafia (e questa, per il povero Silvio, è stata una vera umiliazione: il padrone di casa che scende a patti con il proprio stalliere e i suoi amici).

Ha dovuto leccare il culo a Bush e mandare i nostri soldati in Iraq e Afghanistan.

Ha dovuto piazzare assemblaggi di puppe e culi a ricoprire importanti cariche istituzionali, per cercare di tener buono il loro potenziale ricattatorio.

Ha dovuto – forse complice la stessa capigliatura – emulare Sansone e minacciare di morire con tutti i Filistei, smantellando il già traballante sistema giuridico italiano con annessi precedimenti in corso, per evitare i pochi processi a suo carico.

Ha dovuto depenalizzare reati amministrativi e legalizzare l’evasione per recuperare i proventi illeciti sparsi per il mondo.

Ha dovuto sottoporsi ad interventi di plastica facciale, maquillage, riforestazione, verniciatura, truccosetti fino al grottesco, nel tentativo semidisperato di apparire ancora un aitante giovanottino alle masse televisive, incurante delle prese di culo internazionali.

Ha dovuto non solo fare, ma pure estendere a tutti i ministri una legge VERGOGNOSA come il legittimo impedimento, per non rischiare l’incostituzionalità.

Non gli resta che forzare la Costituzione, riproponendo il Lodo Alfano come legge costituzionale, ma per quello non manca molto.

Così, dopo che sarà morto schiantato, qualsiasi pericoloso delinquente riesca a farsi eleggere o nominare ministro avrà pieni poteri, senza nessun timore di venire giudicato per le sue azioni criminali.

Alla luce di tutto ciò ci chiediamo: ma non sarebbe stato meglio annullare tutti i processi, ritirare tutte le accuse, dargli il massimo grado d’impunità, renderlo un semidio ingiudicabile dai comuni mortali e aspettare serenamente che passasse a miglior vita, che le sue carni – almeno quelle non siliconate – si sfaldassero per la decomposizione, e infine dimenticarsene come si fa con una scurreggia appena svanisce l’odore, mantenendo però la nostra Costituzione e le nostre leggi?

Risposta: COL CAZZO.

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Passata la memoria…

2 febbraio 2010

…uno può dire il cazzo che gli pare.

E così, dopo la sosta forzata dovuta ad alcuni lavori di restyling, maquillage e stuccatura mascellare (oltre a qualche rocchettone, osiamo pensare), riprende il tour del nostro amato premier a cazzeggiare in giro per il mondo.

In questa cartolina lo vediamo in quel di Gerusalemme, intento a scrivere una dedica d’amore sull’attrezzo che userà per piantare un ulivo nella Foresta delle Nazioni, sulle colline sopra la città israeliana.

Immediatamente dopo, Berlusconi che, ricordiamolo, ha riabilitato l’immagine del Duce, non ha mai festeggiato un 25 aprile e governa insieme a ministri che non hanno mai fatto mistero della loro fede fascista, ha pronunciato le seguenti parole: “ Il mio compito è far sì che i miei colleghi primi ministri europei e del mondo non cadano nell’errore dell’indifferenza che già è stato l’errore di tutte le nazioni prima della grande tragedia sotto la Germania nazista». Stranamente senza provocare nessun uragano di scaracchi al suo indirizzo e neanche isolate timide scurregge, ma, del resto, dalla giornata della memoria è già passata quasi una settimana.

Esaltato dello scampato pericolo, l’eutricotico premier ha rilanciato dicendo che si sente un po’ parte della storia di Israele e che, in certi momenti, si sente quasi ebreo. Qui le ipotesi qui sono due: la prima riguarda i momenti più intimi, quando, grazie a dosi pericolosamente massicce di Cialis, riesce a sembrare circonciso; la seconda è invece illustrata in fondo al post.

Ma il momento clou è stato quando ha confessato il suo sogno di poter accogliere Israele all’interno dell’Unione Europea. Sogno che, oggi più che mai, sembra fattibile.

Basta sorteggiare il popolo che dovrà fare posto ai nuovi territori occupati.


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La porti un ciaffone a Firenze…

28 gennaio 2010

AVVISO

Se siete incuranti del traffico congestionato, delle polveri sottili da tre megatoni, del clima di stramerda e il freddo becco, dei giapponesi che fotografano anche i cassonetti dell’organico, dei parcheggi a sessanta euri l’ora, della stirpe di vigili più carogne del Globo Terracqueo, dei tarponi, dei prezzi norvegesi, di una spocchia endemica millenaria

e fate la cazzata disumana di trascorrere il sabato a Firenze,

ebbene a quel punto, cazzata per cazzata, potete anche recarvi in Borgo San Frediano 20r alle ore 19,00, nei fastosi locali della libreria La Cité.

Quivi (o: lìvi) i Paguri intratterranno gli astanti con una… boh, presentazione non si può dire perché è pubblicato già da 4 mesi, ma… insomma ci siamo capiti: sproloquieranno per un’oretta e mezzo dell’albo “Don Zauker – Santo subito” e di ciò che gli ruota o gli ha ruotato intorno. La genesi, le motivazioni, l’esperimento dell’autoproduzione, le prospettive per il futuro, la messa in piega del ciuffo, le sorti dell’Atalanta, il totano in guazzetto. L’intervento sarà intervallato da proiezioni di video (i soliti spezzoni e finti spot del Don Zauker Talk Show), col duplice scopo di spezzare il farfugliamento del premiato duo e di seminare imbarazzo presso i bencreati.

Saranno presenti con loro anche i corresponsabili dell’intera operazione, D’Uva rag. Alessio e Corti geom. Lorenzo, aka Double Shot per ricevere le eventuali proteste da parte di gruppi di facinorosi armati, simpatizzanti di Padre Pio, papaboys non redenti. Solo al termine di questo bel programmino sarà possibile acquistare e farsi dedicare dagli autori l’albo in questione, che è QUASI ESAURITO.

Ripetiamo: L’ALBO E’ QUASI ESAURITO, le scorte stanno finendo e chi non ce l’ha ancora se lo piglia da qualche altra parte (non l’albo).

Quindi, in culo alle mostre di Palazzo Strozzi, agli Uffizi e alla Galleria Palatina: tutti di corsa alla Libreria La Cité, un nome sì da finocchi, ma per dei localini moderni e al passo coi tempi!

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Il sogno del Monsignore.

26 gennaio 2010

Sinceramente non capiamo quale collegamento possa esserci con l’immagine sopra, noi volevamo parlare dell’ultimo intervento di Mons. Bagnasco dove ha rivelato che sogna una nuova generazione di politici cattolici.

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco incoraggia “i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani”, e desidera “che questa stagione” contribuisca “a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni”.

E qui il pensiero vola leggero alle figure di alcuni dei più importanti uomini politici di chiara e comprovata fede cattolica che hanno saputo, pur tra mille ostacoli e impedimenti, restare fedeli a valori come la vita umana, la famiglia fondata sul matrimonio e la responsabilità educativa.

Lui.

Quest’altro.

Quello buono.

Baffino.

Loro.

Quest’altro, che ci si scorda sempre.

Coso.

Pallacce.

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Perché tanto odio?

24 gennaio 2010

Il Papa si è rivolto anche ai giovani cattolici per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. “Carissimi – scrive ancora nel messaggio – sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita”. E l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie, aggiunge Benedetto XVI, “suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo.”

Ore 11;30 – Il buon Sepp Ratzinger (altrimenti noto come “Papa”)  aveva appena finito di impartite le nuove istruzioni per l’uso delle loro vite ai suoi fedeli che, immediatamente, un solerte soldato della fede e della verità sentiva il bisogno di allontanarsi dal televisore dove si stava gustando una nuova avvincente puntata della Santa Messa e, dopo aver riposto con cura la fava nelle mutande, correre a sedersi al computer per oscurare il nostro sito, vero e proprio coacervo di peccatori impenitenti.

Ore 13;00 - Paguri A, di ritorno dal campo dove sia lui che il suo cane vanno a pisciare, accendeva il pc e trovava un messaggio di errore al posto del sito Donzauker.it

Ore13;05 -  Paguri A spegneva e riaccendeva il computer, tra mille moccoli, ma la situazione non cambiava.

Ore 13;15 -  Paguri A mangiava.

Ore 14;15 – Paguri A ripisciava. Successivamente riprovava con il computer, ma niente. Seguivano altri moccoli.

Ore 14;20 – Paguri A apriva la posta di donzauker.it e trovava il seguente, simpatico messaggio: “Oggetto: sito. Messaggio: Il sito è down, modificato, alterato, FOTTUTO! :-) “.

Ore 14; 25 - Paguri A chiamava Paguri 1 (interrompendone la consueta sessione domenicale di abluzioni intime) ed entrambi chiamavano Paguri X.

Ore 14;30 - Paguri X diceva che avrebbe dato un’occhiata al problema, subito dopo essersi recato a dar da mangiare ai piccioni di piazza della Repubblica.

Ore 14;35 - Il problema era risolto ed il sito poteva tornare attivo.

Questo il freddo resoconto degli eventi. Ma i nostri eroi non ci vedono chiaro e vogliono capire che cosa sia successo, ché la situazione non è chiara. Interrogatisi sul triste evento, i Paguri tutti formulano le seguenti ipotesi sull’identità del misterioso epigono di Goebbels geom. Joseph Paul:

  • - un fascistello di quartiere con nozioni informatiche da 4ª ITI;
  • - un focolarino innamorato del proprio parroco, ma da egli inspiegabilmente rifiutato;
  • - un papaboy socialista;
  • - una camicia verde-bile in grado anche di digitare;
  • - Maurizio Lupi;
  • - un numerario dell’Opus Dei;
  • - un pettinato dei Circoli della Libertà;
  • - un segajolo qualunque, in atroce astinenza da consumo di topa/cazzo (categoria, questa, che, se vogliamo, può riassumere tutte le precedenti).

Oppure potrebbe essere stato un semplice, comunissimo, virus.

Chi lo sa.

Nel caso però di un intervento da parte di un individuo, cogliamo l’occasione per rilevare che chiunque sia, comunque sia andata e qualunque sia il motore di tale azione – a parte la drammatica assenza di una serena attività sessuale – lo stile è sempre il solito, ed è facilmente riconducibile alla diffusa schiera degli eroici difensori della fede e della libertà del popolo (o del Popolo della Libertà), il cui marchio distintivo è sempre uno: la vigliaccheria.

Tutti i contestatori, tutti quelli che dissentono (magari neanche capiscono) da quello che facciamo/scriviamo/disegniamo, manifestano sì il loro pensiero, ma solo con offese o addirittura minacce, e soprattutto sempre e rigorosamente da anonimi, oltre che, in molti casi, anche sgrammaticati.

Ma vabbè, son ragazzi.

Chiedere loro di mettere, come noi, la faccia ed il nome in quello che scrivono probabilmente è troppo; magari oltre alla già efficace barriera del monitor hanno bisogno di proteggersi anche con l’assenza di volto e nome, giustamente, verrebbe da dire, considerato quello che scrivono e come lo fanno.

Tirano il sasso e nascondono la mano.

Tirano maledizioni e poi pregano il Signore

Tirano le seghe e vanno a confessarsi.

Ecco, davanti a una tale manifestazione di simpatia, quello che ci sentiamo di fare, è rivolgere un solo, pacato appello, al misterioso attentatore, sia esso una persona o una delle due figure nominate in precedenza:

Coso, succhiaci il cazzo, per favore.

E solo DOPO torna a baciare i tuoi santini.

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Croci.

22 gennaio 2010

A volte capita che anche iniziative di grande successo come la campagna “Un Moccolo per la vita“, che tanti sodali ha accumulato nel corso di un paio d’anni, cadano un po’ nel dimenticatoio, nel naturale corso delle cose.

Per fortuna (?) che all’improvviso capitano cose che ridonano a queste iniziative una nuova vita, come fenici che rinascono dalle loro ceneri (anche se resta un mistero come i fenici avessero questo potere. Ma non distraiamoci, casomai chiederemo a Giacobbo).

Il motivo di tanta letizia è semplice. In questi ultimi tempi non si fa altro che sentire corvi e gufi maledetti che straparlano solo di come stia andando tutto a scatafascio, di come la democrazia e il senso civico siano ridotti al lumicino e di come le ingiustizie su più livelli si siano così radicate nel tessuto sociale da non essere neanche più notate dalla maggior parte di una popolazione oramai assuefatta al peggio.

Ah ah, poveri brodi, quanto si sbagliano. Non sanno quanto siano lontani dalla realtà.

Per esempio quelli che si scagliarono contro l’avvocato Cesare Previti, condannato definitivamente per aver corrotto dei giudici per conto del Primo Ministro della Repubblica, più varie ed eventuali. Ebbene, oltre a non aver svernato in galera a pane e scaracchi e ad aver continuato per qualche anno dalla condanna a ricoprire la carica di deputato, è stato sì rimosso dall’Ordine, ma sembra che detta rimozione non sia ancora definitiva. Con questi presupposti, qualche sedizioso fomentatore d’odio, invidioso in malafede e segaiolo, ha avuto gioco facile a scandalizzarsi in nome di una presunta ingiustizia che privilegia solo alcuni, una delle tante che scaraventa l’Italia fra le macchiette più risibili dell’intera Via Lattea e comuni limitrofi.

Per fortuna la giustizia da noi è equa e funziona come un meccanismo oliatissimo; possiamo quindi continuare ad essere fieri e orgogliosi di un Paese come il nostro, e continuare a pigliare per il culo gli altri, chiunque siano.

L’occasione ce la dà una bellissima notizia: il giudice Luigi Tosti, già sospeso dal Csm tre anni fa, poi condannato a sette mesi di reclusione e in séguito assolto in Cassazione, è stato rimosso dall’Ordine Giudiziario dal Csm. La sua colpa è stata quella di rifiutarsi di tenere udienze in aule giudiziarie in cui fosse presente il crocifisso.

Così, invece di rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche come, ad esempio, impone una sentenza della Corte europea dei diritti dell’Uomo, noi rimuoviamo il giudice che non voleva il crocifisso nelle aule di tribunale e inoltriamo ricorso contro la sentenza di Strasburgo.

C’è proprio da esserne orgogliosi!

Salutiamo con la dovuta gioia la lieta novella – il vangelo, per meglio dire – e saltiamo tutti insieme tenendoci per mano, perché questa è davvero una  notizia meravigliosa, di quelle che confortano e rassicurano e fanno cantare sonorissimi inni all’indirizzo della Beata Vergine, dott.ssa Madonna, e i suoi più stretti congiunti.

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Coerenza.

21 gennaio 2010

In diretta.

Ad Annozero si parla di Craxi, lotta alla mafia e processi.

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Dio c’è!

20 gennaio 2010

L’altra sera, cazzeggiando davanti a due calde tisane digestive (sì, erano meglio due trote alla stessa temperatura ma, si sa, ormai siamo anziani) siamo finiti a parlare del terremoto ad Haiti.

Ci è allora tornata in mente questa vecchia tavola pubblicata sul Vernacoliere del marzo 2005 e inserita nella prima raccolta della Famiglia Quagliotti, dove Paguri A scriveva delle cose circa un’altra grande catastrofe naturale: lo tsunami del dicembre 2004.

Vista l’attualità dell’argomento e visto che molti di voi potrebbero non aver mai letto il Vernacoliere, la riproponiamo qui.

Ah, scusate per la bassa qualità delle immagini, ma si tratta di una scansione. La ricerca del file originale presuppone  ore e ore di tremendi moccoli che farebbero sicuramente piangere la madonnina.

Sì, non siamo per niente professionali, ma voi ci volete bene lo stesso, vero?

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