Iraq: attacco contro elezioni democratiche.

8 marzo 2010

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Scegli il miracolo

5 marzo 2010

Sembra purtroppo subire rallentamenti imprevisti il processo di beatificazione di papa Giampaolo 2.

Secondo alcune fonti, il primo miracolo, quello di una suora francese forse affetta da Parkinson, e miracolosamente guarita semplicemente pensando al caro papa, non sarebbe poi così attendibile.

Sembra, infatti, che da certi tipi di Parkinson si possa guarire, ma soprattutto sembra che la religiosa, durante le sue notti di preghiera, abbia pensato sì al papa ma, anche se in percentuale minore, pure a Johnny Cash, Chuck Norris, Emmanuel Milingo, Lando Buzzanca e Lilian Thuram.

Incerti se attribuire il miracolo all’uno piuttosto che all’altro, i membri della commissione medica del Vaticano hanno optato per accantonare questo eclatante miracolo e passare ad esaminarne uno a caso, tra i 271, dei quali si è reso artefice il rutilante GP II.

Naturalmente questa decisione ha creato parecchio malcontento tra i numerosi fedeli, gli stessi che, col cadavere del buon Karol ancora caldo, si affannavano a invocarne l’immediata beatificazione al grido di SANTO SUBITO.

Per evitare che il diffondersi delle polemiche, unite ad un sentimento di attese deluse, possa allontanare i fedeli e portarli verso altre confessioni, la Santa Sede, in ossequio alla linea politica denominata Believers Care, ha indetto un sondaggio per scegliere quale miracolo sottoporre alla rigidissima commissione medica vaticana per la doverosa beatificazione di John Paul 2 (we luv U).

Ed ecco che donzauker.it in collaborazione con Chiesa Cattolica™, propone ai suoi lettori una cernita dei più famosi e comprovati miracoli di papa Wojtyla, affinché tramite uno strumento democratico come il voto telematico, possano decidere quale miracolo debba essere portato a testimonianza del potere sovrannaturale del compianto pastore polacco.

Ecco, in ordine sparso, i miracoli:

  • Miracolo n° 134: Il Santo Padre, sentendo un languorino, pensa che sarà quasi l’ora di cena e… MIRACOLO! …consultando l’orologio si accorge che sono effettivamente le 18;15 (le persone anziane cenano presto).
  • Miracolo n° 9: Un provetto sciatore della Val Senales, incurante del pericolo valanghe preannunciato dal TG 1, si avventura sulle piste del noto comprensorio. Ma trova per terra un santino di papa Wojtyla con scritto “Vai piano” e decide così di evitare i fuoripista, rinunciare ai dodici grappini post-prandiali, sciare a spazzaneve e solo su piste blu. Ed è così che… MIRACOLO! pur rompendosi un pochino i coglioni, evita il pericolo valanghe salvandosi da morte certa.
  • Miracolo n° 21: Un contadino polacco sostiene di aver visto papa Wojtyla alla televisione, una sera di novembre. MIRACOLO di bilocazione! Proprio quella sera, infatti, il papa era invece a Roma, quindi non poteva di certo essere dentro un televisore in Polonia.
  • Miracolo n° 167: Un asfaltatore di Induno Bisuschio riceve in sogno la visita di Giampy 2nd che gli consiglia di svegliarsi, se non vuole far tardi al lavoro e… MIRACOLO! Grazie all’intervento del papa l’asfaltatore si desta, curiosamente anche in concomitanza col suono della sveglia (si pensi quindi anche al tempismo eccezionale del Santo Padre).
  • Miracolo n° 238: In Moldavia, una spalatrice di merda di majale prega fortissimo il Wojtyla pont. Karol affinché realizzi le sue aspirazioni di un lavoro di più alto rango. MIRACOLO! La donna viene spostata a spalare merda di leone, animale tradizionalmente più nobile ed esotico.
  • Miracolo n° 49: Un norcino di Peccioli, tale Riccardone B. si era scordato di dare da mangiare alla sua gattina. Episodio che, se ripetuto, avrebbe sicuramente esposto a serio rischio la sopravvivenza del mite animale domestico. Ma per fortuna, il pio Riccardone, il giorno seguente, ha preso un santino di Karol Wojtyla, detto “Il Papa”, e lo ha impreziosito della scritta: “Croccantini gatto!” proprio all’altezza della fronte. MIRACOLO, da quel giorno, il gatto non è più rimasto senza cibo.
  • Miracolo n° 85: Alcuni fedeli sostengono di aver visto il papa stringere la mano e congratularsi coi più grandi e feroci dittatori del pianeta e – MIRACOLO – trasformarli, con questo semplice gesto, in grandi politici e illustri capi di stato.

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Frustami signore (o signorino)*

4 marzo 2010

Amici mia,
ho appena letto con vivo interesse che il secondo più famoso gentiluomo del papa, tale Balducci ing*. Angelo, pare amasse giocare nel tempo libero a *Knocking at your back door* con alcuni giovani di ben straordinario calibro, che gli venivano forniti da un corista nigeriano del Vaticano (applausi scroscianti) a un tanto al chilo dietro gentile richiesta ed adeguata remunerazione. A dire il vero, dalle frammentarie notizie a disposizione non è ancora chiaro chi bussava e chi apriva, ma si sa che la fede apre tutte le vie.

Sapete bene quanto trovi meravigliose queste notizie, impreziosite da deliziosi particolari come il nome di battesimo del nostro eroe, dal suo status in vaticano, e dal pensiero che in fondo se la stia spassando in carcere. A questo proposito, secondo un arguto ancorché plantigrado amico, quando l’hanno portato al fresco Balducci nella valigia aveva solo saponette, ovviamente da lasciar cadere, per poi raccoglierle, nelle affollatissime docce della casa circondariale. Resta ovviamente l’utopica speranza di poter leggere quanto prima le dichiarazioni del santone tedesco, che per ora si è limitato a sfanculare il pappone nigeriano, ma già così sono grato per il raggio di luce che ha rischiarato la mia trista giornata di emiCranto.

Però, a parte l’ilarità c’è una cosa che non mi torna, in questo come in altri casi simili.

Premetto che ognuno ha pieno diritto di pestarlo/farselo pestare dove, come e da chi meglio crede. Certo, sarebbe auspicabile che a finanziare la malavita che gestisce questi trojai non fossero funzionari (e soldi?) pubblici, ma questo è un dettaglio. Certo, è pur vero che se sei praticamente il braccio destro del papa, magari il sinistro o perfino quello centrale, certe figurette stonano un pochino, soprattutto tenendo conto che la SMC** non vede ufficialmente di buono occhio certi passatempi.

Magari l’assenza di precauzioni può essere ben vista dai simpatici religiosi, ma in questo caso sarei curioso di sapere cosa ne pensa la moglie di Angeluccio nostro.
Ecco, in realtà è proprio l’aspetto “mogli” che non mi torna.
Mi spiego.

Prendiamo i più noti scandali alla Lino Banfi dell’ultimo anno, da B. (mi fa fatica scriverlo per intero), Marrazzo, Bertolaso, Balducci. Sarà un caso che 3 su 4, addirittura 4 su 5 considerando Banfi, cominciano con la B, come Bottana?
Vabbé, dicevo, il primo caso è praticamente partito da Miriam B. in B. (ci risiamo?), che dopo anni di ritiro dorato e cornuto ha avuto un minimo sussulto di amor proprio. Certo, poi ha chiesto qualche milionata di euro di compensazione, che per una che nella vita non ha mai fatto sostanzialmente un cazzonulla® fa seNpre comodo, ed è tornata tosto nell’oblio fatato, per quanto possa essere fatato Macherio. Ed è un vero peccato, perché di cose da dire ne avrebbe, la signora B. in B.

Negli altri casi, nonostante la pubblicazione di storie pietosissime di travestiti orrendi, coca, massaggiatrici di periferia, anemoni e oloturie, seminaristi estrogenati etc. invariabilmente le mogli tacciono, a parte una tristissima dichiarazione della sig.ra Marrazzo. Tutto sommato è comprensibile, considerando la vergogna, l’orgoglio ferito, la protezione dei figli, etc.

Però mi chiedo: in anni e anni non si sono mai accorte di che tipo di personcine avevano di fianco?

A voi la parola.

Santrine

* ‘ulassorete.
** Su Ma’ Cane.

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Eh, no, professore.

1 marzo 2010

I fatti:

  • Un agente di polizia penitenziaria fa ricoverare il padre, gravemente malato, all’ospedale di Livorno.
  • Durante la degenza l’agente, uomo di comprovata fede cattolica, prega forte forte la madonna di Montenero, perché intervenga e salvi la vita al suo congiunto.
  • Il padre guarisce ed il figlio, in segno di gratitudine, acquista diverse statue della Madonnina per regalarle all’azienda ospedaliera, in modo che la Beata Vergine possa troneggiare in tutti i reparti e aiutare i bisognosi.
  • La direttrice della ASL rifiuta cortesemente il dono.
  • Un gruppo di cittadini livornesi, quasi tutti legati al PDL, raccoglie circa 3000 firme per far sì che la direttrice della struttura ci ripensi.
  • Un sostenitore di questo gesto, l’architetto Marchetti (il prof. Ettore Borzacchini ex collaboratore del Vernacoliere), intervistato da La Nazione (scusate il termine) asserisce che i livornesi – ancorché convinti smoccolatori – sono tutti devoti alla Madonna di Montenero, la cui immagine sarebbe giusto troneggiasse non solo nell’ospedale, ma anche in sede di consiglio comunale e in altri luoghi simbolo della città.

A questo proposito pensiamo sia doveroso specificare che:

  • Noi siamo livornesi.
  • Se è vero che alcuni nostri concittadini sono devoti alla Madonna di Montenero (così come è vero che nel mondo c’è anche tanta gente che mangia la merda, o si fa calpestare i coglioni col tacco a spillo e via dicendo), a noi, della madonna di Montenero (così come di altre colleghe), non ce ne importa un segone nulla.
  • Se quest’uomo crede che sia stata la Madonna a guarire l’anziano padre, lo invitiamo, in caso di ricaduta, a condurlo presso il santuario di Montenero, invece di occupare inutilmente il letto di un ospedale dove, a quanto sembra, medici, infermieri, farmaci e presidi medico chirurgici non servono a un cazzo.
  • Invitiamo anche tutti i firmatari dell’appello, qualora dovessero trovarsi loro, o i loro cari, in stato di infermità o malattia, a rivolgersi alla tradizionale affidabilità della Beata Vergine, altrove chiamata Sede di Sapienza, invece di approfittare del fallace ed in sostanza inutile Servizio Sanitario Nazionale. A questo proposito, ricordiamo a tutti che, superati i sette giorni di trattamento tramite lo snocciolamento dei rosari, senza un miglioramento della sintomatologia è consigliabile consultare un esorcista, o passare a dei rimedi specialistici, come le preghiere a Padre Pio.
  • Al Borzacchini, da sempre penna brillantissima, probabilmente questa volta è capitato di fare confusione, soprattutto parlando di devozione alla Madonna e di altre usanze tardo-medievali. Così come sicuramente fa confusione tra Livorno, città della quale in passato ha scritto in maniera acuta e divertente, e Lucca, città dove è nato, lavora e risiede. Ci dispiace professore, ma stavolta ha caàto fòri dar vaso.

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De Philosophia

26 febbraio 2010

EMOZIONE!

A volte capita di sentire di strusciamuri perditempo che, rovistando per soffitte o cantine trovano oggetti di valore, quadri di Van Gogh, sacri Graal e così via. Abbiamo sempre pensato che fossero tutte stronzate, da carogne malfidati quali siamo.

E invece dobbiamo ricrederci, perché è capitato anche a noi! Giusto stamani, fra le bancarelle del mercato dell’antiquariato di Gavorrano Scalo (GR), abbiamo acquistato un antico frammento di pergamena che una perizia ha confermato essere autentico, e scritto di pugno nientemeno che da Aristotele!

Nel prezioso frammento si parla, tra le altre cose, di una ricetta per il majale alle prugne, di una corretta igiene delle piante dei piedi e di come sia necessario scartavetrarsele con la pietra pomice dell’isola di Santorini, e infine di uno dei celebri sillogismi del grande filosofo greco. I termini di tale sillogismo recitano più o meno così:

“Un corruttore è sicuramente un grandissimo pezzo di merda”.

“Un avvocato è stato corrotto perché testimoniasse il falso”

Poi il frammento, purtroppo, finisce qui.

Però trattandosi di documenti antichissimi, invitiamo i nostri lettori a non formulare giudizi avventati e, anzi, a valutare il tutto con le dovute distanze, interpretando i fatti  attraverso i mezzi critici messi a nostra disposizione da innumerevoli altri filosofi di scuola Gasparri, secondo i quali, se un criminale non è stato giudicato entro dieci anni dal reato commesso e, tuttavia,  provato, allora è innocente come un angioletto.

Con questo pensiero, risultano innocenti anche Bruto, che aspetta ancora di venir condannato da un tribunale della Repubblica per l’omicidio di Cesare; Jack the Ripper, che non è stato mai processato e, dopo tanti anni, anche i suoi crimini saranno caduti in prescrizione; e infine anche il povero Itle, che adesso, se vuole, potrà finalmente rientrare dal Brasile ed essere acclamato come un grande statista, perseguitato dall’armata rossa e dalle toghe d’identico color.

Viva!

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Fango.

24 febbraio 2010

Ha ragione il nostro femtopremier, il quale, tenero epigono di Tolkien, scatena i paladini del bene contro le forze del male, i pettinati in completo Armani dei Circoli della Libertà contro i Nazgûl della sinistra. Era l’ora.

Una delle battaglie di questa inedita crociata, finalmente, sarà contro le intercettazioni, che sono una barbarie e da cui possono sortire solo secchiate di fango. Il Sire ha anche aggiunto che siamo tutti intercettati (resta da capire dove siano nascosti gli altri 60 milioni di ascoltatori), e che questo non è accettabile in uno stato democratico come il nostro. Poi gli è venuto da ridere, ma ha dissimulato subito attribuendo l’accesso d’ilarità ad una vecchia barzelletta, balzatagli in mente, sulle schiave negre.

Ad ogni modo, siamo davvero felici di questa iniziativa. E questo perché se anche i Paguri fossero intercettati, potrebbero essere divulgate conversazioni incresciose e imbarazzanti, cose del tipo:

- Maledetto stronzolo, ma cosa aspetti a consegnammi la sceneggiatura? Guarda che non ce la faccio coi tempi, eh?

- Ho capito, ho capito, spaccacazzi, ho guasi finito, mi manca una vignetta sola ma devo aspettare che venga da sé!

***

- Ma hai visto come faceva caà il principino di questa minchia? Ma perché ‘un s’ammazza?

- Davvero, lui, quer criminale di su’ pa’ e la rottanculo di su’ ma’!

***

- Allora l’hai finito il quinto volume di “The Boys”? No, guarda, la sequenza dell’aeroplano m’ha fatto schiantà!

- Dé, io ciò pianto! Ma perché fuori si leggono e si fanno certe cose e in Italia invece c’è sempre le solite storie pallose da più di trent’anni? Perché ‘un si fanno anche da noi?!

- Anzi, perché ‘un ce le fanno fa’ a noi, addirittura!

***

- Io guarda, ‘un ce la faccio più! Ma che paese di merda è questo? Questo stronzolo ‘un ci si leva più da’ ‘oglioni!

- O, me l’hai promesso, eh? Quando ‘r nano maledetto STIANTA, scatta subito una doppietta di rasponi, poi si va tutti a cena fòri e poi via, in macchina a giro per la città a festeggiare come se l’Italia avesse vinto a’ Mondiali!

- Ma scherzi?! S’è fatto un giuramento solenne e su queste cose ‘un ci si scherza!

***

- NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Lupi, c’è Lupi anche stasera!!!…ma come si fa a sopporta’ uno come Lupiiii!!!…

- Madonna tr(………..omissis……………)ane! Lupi! Oddìo, bisonga che giri canale, ché mi vien l’urcera!

***

- Stasera cine?

- Ma se non c’è un cazzo!

- Boia, ‘un ci riesce più d’anda’ a vede’ un firme come si deve, madonna(…….omissis……..)oia!

- Ma è venerdì, e la notte ci esige protagonisti! Bisogna, in qualche modo celebrare la nostra gioventù, uscire di casa e gridare al mondo che siamo vivi!

- Tisana a casa mia?

- No, a casa mia, ciò già le ciabatte e l’urtima vòrta son venuto io!

***

- Finitoooooooooo! Stamani ho spedito gli ultimi albi e, seddiovòle, ce li siamo levati tutti dai coglioni!!!!

- Davvero! Basta buste, basta indirizzi, basta dediche…

- E soprattutto basta merdoni assassini che pagano con un nome, vogliono la dedica ad un altro e chiedono di spedirlo a un altro ancora!

***

- Oh, ma c’è l’Olimpiadi invernali?

- Sì, mi pare di sì!

- E il nostro amore, la bella culona Albena Denkova non partecipa?

- Ah, già! Boh?! Speriamo di sì…

- Boia ti riòrdi che popo’ di culo che ciaveva? bella, bella e brava!

- Me l’ero scordata, ma ora che me l’hai fatta torna’ a mente vado a farmici una bella sega, vai!


(…)

E questo, sinceramente, è intollerabile.

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Previù

23 febbraio 2010

Anche noi, come le Istituzioni, seguiamo la politica dell’alternanza. Lo facciamo, tuttavia, in un modo più consono alle nostre esigenze: a volte ci siamo, a volte no.

Questa è la volta del ci siamo.

“Iniziazione”, dal Vernacoliere di marzo, in edicola da venerdì 26 febbraio.

***

MEMO: domenica 28 febbraio, di giorno saremo a Mantova Comics. Al calar delle tenebre, invece, ci troverete al TeatrOfficina Refugio, in Scali del Refugio a Livorno, nei cui locali, alle 22,00, presenteremo tutti gli aggiornamenti e gli sviluppi riguardanti l’albo Don Zauker – Santo subito.

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Italia amore mio.

21 febbraio 2010

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Il Piccolo Principe

18 febbraio 2010

Guardate, non è per supponenza o per ostentato e fasullo anticonformismo, ma vi preghiamo di crederci quando vi diciamo che a noi del Festival di Sanremo non ce ne frega un cazzo nulla.

Davvero, non sappiamo chi c’è, chi non c’è, chi ci va e chi ci viene mandato.

Ma così non è per il nostro amico Santrine che, da buon emigrante, approfitta di queste belle manifestazioni per ricordarsi un po’ del suo Paese e per convincersi ancora di più di aver fatto la scelta giusta.

E, manco a dirlo, non poteva non riconscersi nella bella dichiarazione d’amore all’Italia che il nostro principino Emanuelle Filiberto ha cantato sul palco dell’Ariston, in compagnia del suo nano di corte e di un altro tizio.

La parola, dunque, a Santrine:

No, cari amici, la vita dell’emiCranto non è per niente facile.
Puoi ripudiare il tuo paese quanto vuoi, arrivare a fingerti pakistano per fare bella figura, ma l’orgoglio di essere italiano è sempre lì, vigile. E allora ti scopri a raderti con la crema da barba alla menta, a tenere il mandolino sempre a portata di mano, a correre dalla cucina al cesso, come Tardelli al Bernabeu. A volte poi, quando la nostalgia canaglia ti prende proprio quando non vuoi (op.cit.), apri con voracità l’homepage di un quotidiano italiano e la divori in ogni sua parte. E cominci a farti delle domande.
Un esempio.
Il legittimo (ci mancherebbe altro) futuro pretendente al trono d’Italia è stato malamente sfancvlato® dal Festival di Sanremo, in coppia nientepopodimeno che con il suo nano di corte, Enzo Ghinazzi (rima obbligata). Ora, dimentichiamoci per un momento che Pupo da anni si fa mantenere il vizio del gioco, la moglie e l’amante dal canone RAI e da un patetico revival. Dimentichiamoci anche che, senza il supporto di metà degli Squallor (Daniele Pace e Giancarlo Bigazzi, di nuovo rima obbligata) come autori, sarebbe rimasto null’altro che un nano innocuo. E dimentichiamoci pure che una delle sue canzoni più famose è in realtà stata scritta ad honorem di un mattarello di mogano da quell’alliscia-putipù di Malgioglio.
Ma sì, dimentichiamoci di tutto questo e concentriamoci sul principino, che ricorda il presidente del consiglio in carica: un po’ showman, un po’ industriale, un po’ operaio, un po’ artista, un po’ donnaiolo. Il tutto tenuto insieme dal fil rouge della cialtroneria.
Infatti il curriculum del (ram)pollo reale lo vede, ancora esule, come conduttore televisivo grazie a quel paraculo di Fazio; come svolazzante ballerino sotto le stelle in coNpagnia di accompagnatrici di riguardo; come fondatore di un movimento politico di spessore nonché candidato (trombato duro, non senza piacere…da entrambe le parti) alle elezioni europee. Infine, mai domo, come irriducibile nemico del congiuntivo, con il quale ha ingaggiato da anni una battaglia senza esclusione di colpi.
Ma soprattutto, la sua vena imprenditoriale lo ha portato a chiedere centinaja di milioni di euro ai suoi sudditi (cioé voi, moi non plus: PUPPATEMELO!) per le sofferenze patite durante l’esilio svizzero, delle quali fa velata menzione il testo della canzone, con tanto di richiesta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Ovviamente ha fatto questo in copro-duzione col padre, a sua volta riuscito imprenditore ramo omicidi, videopoker e troie, nonché vedette di scazzottate reali ai matrimoni altrui  e, dulcis in fundo, iscritto alla P2 ça va sans dire.

Ciononostante, non trovo giusto che si tratti così un testo in cui si parla di orgoglio per la propria religione e per la propria cultura, per di più cantato da due autorità in materia.

Ma tanto, si sa, solo chi ha patito come me e il piccolo principe le pene che ti procura il dover essere costretto a vivere  in un Paese nel quale non ti riconosci (per lui la Svizzera, per me l’Italia) può capire il testo di quella bella canzone, la cui aria, tra l’altro, è paripari “Somewhere over the rainbow”.
Ah, a proposito di aria, ho letto che uno degli illustri ospiti del festival è stato Causo* Cassano, che ha simpaticamente ammesso di avere scritto più libri di quanti ne abbia letto: due.
Ora, considerando che questa sua comparsata è stata meritatamente retribuita con 150.000 dei Vostri euro (e delle Vs. madri, beninteso), ne deriva che il prezzo corrente di mercato è di 75.000eur a libro letto.

Ora la domanda è: ……..?
Secondo me, sì.

Vs.
Santrine

*Coso, in barese

***

ULTIMORA:

Berlusconi dice che per chi commette reati non c’è posto nella politica.

Beh, fin troppo facile.

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Olé!

16 febbraio 2010

(Scusa, Pablo).

Cari gangilli, la vostra fantasia pazzerellona vi ha fatto formulare le ipotesi più disparate sull’oggetto del post precedente, vero e proprio quarto mistero di Fatima. Alcune anche molto veritiere, ma parziali; sappiamo cioè della grave frustoneria che caratterizza Batman; sicuramente anche Clark Kent, ma non possiamo certo dirlo per King Mob.

Così come parziale è l’ipotesi Vertigo; magari si fosse interessata al nostro buon parroco! Negli ultimi anni è la nostra casa editrice di riferimento, ma in questo caso non vale la proprietà transitiva.

E’ parziale – purtroppo – anche l’ipotesi cinema. E qui ci corre l’obbligo di fare una piccola rivelazione: noi la sceneggiatura per il film di Don Zauker l’abbiamo scritta davvero. E’ pronta da tre anni; purtroppo, però, non avendo un cazzo di contatti, conoscenze né dimestichezza col rutilante mondo della celluloide, la storia che abbiamo scritto a due mani giace in un cassetto, coi suoi amici mutande e calzini. Su questo grava anche la consapevolezza che prima di realizzare un film coi toni e gli argomenti del nostro fumetto, un produttore italiano si sottoporrebbe volontariamente alla pratica di un paio di colonscopie al dì. Peccato, perché la storia è bella. O, almeno, a noi piace parecchio.

Ok, inutile dilungarsi oltre, tanto i più dritti (o draghi) fra di voi ci erano già arrivati: Don Zauker – Santo subito verrà rieditato dalla Planeta.

La casa editrice di Barcellona – che pubblica in Europa i personaggi del post precedente, in pratica i nostri personaggi preferiti – ha acquisito i diritti di riedizione di SS. In Italia la nuova edizione è prevista per marzo. La cosa buona è che l’albo verrà tradotto e pubblicato anche in Spagna, con la prima uscita prevista per giugno.

Con una padronanza dell’inglese degna di Aldo Biscardi (ma briào di strizzo e con l’apparecchio ortodontico) seguiamo personalmente la proposta dal 2008; inevitabile, quindi, che abbiamo accolto l’ok della Planeta con gioia pacata e serena soddisfazione*. Mica per le cifre, che di per sé sono assai modeste sia per quanto riguarda la tiratura che per il compenso, quanto per il fatto che un personaggio creato da noi, con le nostre manine e le nostre menti obnubilate dall’Alchermes, una sera di sette anni fa in casa PaguriA, sia arrivato fino a Barcellona, alla stessa casa editrice che pubblica Batman e V for Vendetta.

Un altro motivo di soddisfazione viene dal fatto di aver realizzato l’albo da soli, con l’aiuto dei soli ragazzi di Double Shot, che si sono occupati della parte “burocratica” e che non finiremo mai di ringraziare/beatificare.

Grazie anche a Rrobe e a Mastro Paglia che, la scorsa estate, con le palle a mollo nel mare turchese di S. Vincenzo, ci consigliarono di rivolgerci ai DoubleShot.

Grazie anche a voi, che avete trasformato quest’albo in un piccolo (ma mica tanto) caso editoriale.

E poi, volete mettere come sarà bello vedere il nostro buon esorcista accanto a un miliardario vestito quasi uguale, ma con la tutina aderente e le orecchie da pipistrello?

Finiti i rigraziamenti, prima di tornare alle seghe, vi lasciamo con un motivo di riflessione: ma tra l’autoproduzione e la Planeta, cosa c’è nel mezzo?

Il dibattito è aperto.

P.S. Le copie che avevamo stampato sono finite. Salvo sorprese dell’ultim’ora, il Don Zauker edito da Planeta dovrebbe essere nelle fumetterie italiane a marzo.

* Uragani di seghe (ognun per sé).

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