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	<title>Commenti a: P.S.</title>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-9310</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 15:46:10 +0000</pubDate>
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		<description>sei istruito mc laud, ti fo i complimenti.
io nonn lo sono altrettanto e m&#039;esprimo male.
però l&#039;italia è un paese corporativo, come nel medioevo. se nascevi figlio di tintore il tintore facevi, se eri servo della gleba a quella eri legato. e così è ora. se sei figlio di tassista lo fai sennò... (anzi ora non c&#039;è più neanche l&#039;aspetto positivo della certezza che almeno qcosa fai)
il fascismo questo voleva garantire, una società dove ognuno non ha gli stessi diritti, dove ci sono dei privilegi dati per nascita, come fu e come è ora.
questo è il corporativismo: ggente che avendo dei privilegi si associa per tenerseli e come dice don zauker si fa i cazzi sua!
questo è il fascismo, nella sua versione italiana.
giuseppe da roma

ps
naturalmente non vojo convincerti, sei troppo colto e, si sa, i laureati non si lasciano convincere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sei istruito mc laud, ti fo i complimenti.<br />
io nonn lo sono altrettanto e m&#8217;esprimo male.<br />
però l&#8217;italia è un paese corporativo, come nel medioevo. se nascevi figlio di tintore il tintore facevi, se eri servo della gleba a quella eri legato. e così è ora. se sei figlio di tassista lo fai sennò&#8230; (anzi ora non c&#8217;è più neanche l&#8217;aspetto positivo della certezza che almeno qcosa fai)<br />
il fascismo questo voleva garantire, una società dove ognuno non ha gli stessi diritti, dove ci sono dei privilegi dati per nascita, come fu e come è ora.<br />
questo è il corporativismo: ggente che avendo dei privilegi si associa per tenerseli e come dice don zauker si fa i cazzi sua!<br />
questo è il fascismo, nella sua versione italiana.<br />
giuseppe da roma</p>
<p>ps<br />
naturalmente non vojo convincerti, sei troppo colto e, si sa, i laureati non si lasciano convincere.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-9219</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 13:01:48 +0000</pubDate>
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		<description>Non ci preuccupiamo più di tanto ci penserà testa d&#039;asfalto alias berlusca e il neo ministro dell&#039;interno Maroni che con qualche servizio in più sui propri canali RAI e mediaset oltre a padania e dintorni a tranquillarci tutti combattento a suon di &quot;...&quot; il cattivo (meglio ancora se è nero e/o estracomunitario)
ma leggi meno razziiste e caotiche neanche  parlarne!? 
scherzi a parte ho paura che con questo governo le cose non cambieranno anzi a mio avviso peggioreranno, spero che mi sbagli. 
Giubys</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci preuccupiamo più di tanto ci penserà testa d&#8217;asfalto alias berlusca e il neo ministro dell&#8217;interno Maroni che con qualche servizio in più sui propri canali RAI e mediaset oltre a padania e dintorni a tranquillarci tutti combattento a suon di &#8220;&#8230;&#8221; il cattivo (meglio ancora se è nero e/o estracomunitario)<br />
ma leggi meno razziiste e caotiche neanche  parlarne!?<br />
scherzi a parte ho paura che con questo governo le cose non cambieranno anzi a mio avviso peggioreranno, spero che mi sbagli.<br />
Giubys</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-9074</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 12:37:58 +0000</pubDate>
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		<description>La Donna Cannone
http://blog2piazze.blogspot.com/

Oltre allo spritz e a andare affanculo, aggiungerei che evitino di procreare. Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Donna Cannone<br />
<a href="http://blog2piazze.blogspot.com/" rel="nofollow">http://blog2piazze.blogspot.com/</a></p>
<p>Oltre allo spritz e a andare affanculo, aggiungerei che evitino di procreare. Grazie.</p>
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		<title>Di: McLaud</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-9035</link>
		<dc:creator>McLaud</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 16:29:04 +0000</pubDate>
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		<description>Caro BLI, non avevo alcuna intenzione di travisare le tue idee e ho cercato pure di riportare testualmente le tue parole per non tradirne il senso. Se ti ho offeso, ti chiedo scusa, anche perché non è mai stata mia intenzione. Per via del lavoro che faccio (mi occupo di diritto, questo ormai è abbastanza chiaro), credo che ogni parola sia essenziale e bisogna farne un uso molto attento. Personalmente, non so quanta distanza ci possa essere tra indifferenza colpevole o incolpevole, ma sono in grado di capire il tuo modo di rispettare la diversità. Non lo condanno affatto, solo credo che si possa e si debba andare un po&#039; più in là. Puoi stare sicuro che trovare le parole giuste e mettere in ordine i pensieri è costato tempo ed impegno anche a me, ma non intendevo svolgere una polemica virulenta: desideravo unicamente aggiungere qualche spunto di riflessione in più. Oltretutto, con quello che dicevo, sottintendevo che anche piccoli gesti possono concorrere a fare una differenza, così come sostieni anche tu.

Qualcun altro in precedenza può aver esagerato i toni, ma io non trovo che certi atteggiamenti portino da nessuna parte, per questo mi pare anche poco costruttiva la tua scelta di di auto-esiliarti. Il contributo di tutti serve a farci capire ciò che siamo e ciò che vogliamo. La tolleranza deve far parte dei nostri geni e, almeno per quanto mi riguarda, sono sempre aperto al confronto e mi fa piacere scambiare idee, anche perché sono convinto che il panorama della vita è tanto vasto e differenziato che chiudersi implica perdere la possibilità di completarsi attraverso gli altri.

Resta con noi, quindi: uno scambio come quello che si è svolto su questo blog sicuramente non sarebbe stato possibile in molti altri luoghi dello spazio internautico...almeno sappiamo tutti (ognuno a suo modo) a chi vorremmo andare in culo (come direbbe il buon Don Zauker) e se qualcuno alza un po&#039; la voce ogni tanto, beh...anche nelle migliori &quot;famiglie&quot; alle volte succede, ma rimane sempre la consapevolezza di essere simili e la solidarietà tra chi crede che ci possa essere un mondo differente.

Se non altro, all&#039;occorrenza qualcuno può sempre tirare un forte scureggione quadritonale e ci metteremmo tutti a ridere.

Stammi bene!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro BLI, non avevo alcuna intenzione di travisare le tue idee e ho cercato pure di riportare testualmente le tue parole per non tradirne il senso. Se ti ho offeso, ti chiedo scusa, anche perché non è mai stata mia intenzione. Per via del lavoro che faccio (mi occupo di diritto, questo ormai è abbastanza chiaro), credo che ogni parola sia essenziale e bisogna farne un uso molto attento. Personalmente, non so quanta distanza ci possa essere tra indifferenza colpevole o incolpevole, ma sono in grado di capire il tuo modo di rispettare la diversità. Non lo condanno affatto, solo credo che si possa e si debba andare un po&#8217; più in là. Puoi stare sicuro che trovare le parole giuste e mettere in ordine i pensieri è costato tempo ed impegno anche a me, ma non intendevo svolgere una polemica virulenta: desideravo unicamente aggiungere qualche spunto di riflessione in più. Oltretutto, con quello che dicevo, sottintendevo che anche piccoli gesti possono concorrere a fare una differenza, così come sostieni anche tu.</p>
<p>Qualcun altro in precedenza può aver esagerato i toni, ma io non trovo che certi atteggiamenti portino da nessuna parte, per questo mi pare anche poco costruttiva la tua scelta di di auto-esiliarti. Il contributo di tutti serve a farci capire ciò che siamo e ciò che vogliamo. La tolleranza deve far parte dei nostri geni e, almeno per quanto mi riguarda, sono sempre aperto al confronto e mi fa piacere scambiare idee, anche perché sono convinto che il panorama della vita è tanto vasto e differenziato che chiudersi implica perdere la possibilità di completarsi attraverso gli altri.</p>
<p>Resta con noi, quindi: uno scambio come quello che si è svolto su questo blog sicuramente non sarebbe stato possibile in molti altri luoghi dello spazio internautico&#8230;almeno sappiamo tutti (ognuno a suo modo) a chi vorremmo andare in culo (come direbbe il buon Don Zauker) e se qualcuno alza un po&#8217; la voce ogni tanto, beh&#8230;anche nelle migliori &#8220;famiglie&#8221; alle volte succede, ma rimane sempre la consapevolezza di essere simili e la solidarietà tra chi crede che ci possa essere un mondo differente.</p>
<p>Se non altro, all&#8217;occorrenza qualcuno può sempre tirare un forte scureggione quadritonale e ci metteremmo tutti a ridere.</p>
<p>Stammi bene!</p>
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		<title>Di: BLI</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-9029</link>
		<dc:creator>BLI</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 12:22:13 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa McLaud. Solo una piccola precisazione. Quando ti dico che non mi frega niente del colore della pelle e /o dei gusti sessuali altrui, il senso è che per me non sono fattori discriminanti. Spero tu mi abbia solo frainteso. Indifferenza, quella colpevole, è ben altro.
Ora, mi scuserete, te e gli altri, ma siccome mi sono rotto un po&#039; i coglioni di dover tutte le volte spiegare e rispiegare parole e concetti senza trovare una sola persona che sia in grado o che abbia voglia di recepirli (non dico condividerli) senza travisarli, saluto tutti e prometto di astenermi da questo momento in poi da loggarmi ancora. Oltretutto mi costa fatica e tempo che vorrei impiegare altrimenti. Sei uno che dice moltissime cose giuste, compreso che si può fare qualcosa di positivo col comunicare, con l&#039;esempio, con l&#039;agire sociale. E, aggiungo io, anche con altre piccole iniziative un po&#039; più pratiche e terra-terra che non voglio trascurare. In bocca al lupo a tutti. (e che li lupo abbia la bocca piccina).
Eugenio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa McLaud. Solo una piccola precisazione. Quando ti dico che non mi frega niente del colore della pelle e /o dei gusti sessuali altrui, il senso è che per me non sono fattori discriminanti. Spero tu mi abbia solo frainteso. Indifferenza, quella colpevole, è ben altro.<br />
Ora, mi scuserete, te e gli altri, ma siccome mi sono rotto un po&#8217; i coglioni di dover tutte le volte spiegare e rispiegare parole e concetti senza trovare una sola persona che sia in grado o che abbia voglia di recepirli (non dico condividerli) senza travisarli, saluto tutti e prometto di astenermi da questo momento in poi da loggarmi ancora. Oltretutto mi costa fatica e tempo che vorrei impiegare altrimenti. Sei uno che dice moltissime cose giuste, compreso che si può fare qualcosa di positivo col comunicare, con l&#8217;esempio, con l&#8217;agire sociale. E, aggiungo io, anche con altre piccole iniziative un po&#8217; più pratiche e terra-terra che non voglio trascurare. In bocca al lupo a tutti. (e che li lupo abbia la bocca piccina).<br />
Eugenio</p>
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		<title>Di: Matt Hunter</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-9019</link>
		<dc:creator>Matt Hunter</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 00:31:15 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&amp;Codice=3767456&amp;Data=2008-4-26&amp;Pagina=3 
Come ha detto Einstein, due cose sono infinite: l&#039;universo e la stupidità umana. Ma riguardo all&#039;universo ho qualche dubbio... Ho deciso che è arrivata l&#039;ora di emigrare in qualche posto in cui non vivano esseri umani. C&#039;è nessuno che possa darmi qualche dritta sul Nebraska? </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&amp;Codice=3767456&amp;Data=2008-4-26&amp;Pagina=3" rel="nofollow">http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&amp;Codice=3767456&amp;Data=2008-4-26&amp;Pagina=3</a><br />
Come ha detto Einstein, due cose sono infinite: l&#8217;universo e la stupidità umana. Ma riguardo all&#8217;universo ho qualche dubbio&#8230; Ho deciso che è arrivata l&#8217;ora di emigrare in qualche posto in cui non vivano esseri umani. C&#8217;è nessuno che possa darmi qualche dritta sul Nebraska?</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-8990</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 07:20:40 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona-2/pestaggio-verona-2/pestaggio-verona-2.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona-2/pestaggio-verona-2/pestaggio-verona-2.html" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona-2/pestaggio-verona-2/pestaggio-verona-2.html</a></p>
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	<item>
		<title>Di: McLaud</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-8985</link>
		<dc:creator>McLaud</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 23:39:48 +0000</pubDate>
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		<description>@ giuseppe da roma: forse c&#039;è stato un piccolo frainteso, quella finale non era la mia firma, ma solo il mio saluto al ragazzo massacrato a Verona.

Ad ogni modo, posso dirti che tutti i provvedimenti che hai citato sono cambiati profondamente ed intendo con questo dire che l&#039;alterazione è avvenuta a livello sostanziale. Pure il concordato che tu invochi è stato ampiamente superato dal &quot;nuovo&quot; laido concordato craxiano del 1984. Dalla separazione chiesa-stato risorgimentale si è gradualmente giunti ad un &quot;dilagare&quot; della prima nel secondo quasi incontrollato (un sunto abbastanza condivisibile si può leggere su: http://www.homolaicus.com/diritto/concordato/concordato.htm )

Delle altre leggi che menzioni è rimasto praticamente solo il &quot;guscio&quot; per effetto di molteplici interventi legislativi e della corte costituzionale. Delle poche norme di natura &quot;fascista&quot; vigenti sulla carta, poi, in realtà non è stata mai fatta applicazione, essendo per lo più ritenute implicitamente abrogate. Forse sarebbe stato meglio provvedere ad integrali revisioni di molti testi legislativi risalenti all&#039;epoca fascista (i tentativi di introduzione di un nuovo codice penale o di procedura civile ormai non si contano più), ma nei fatti non è mai stato raggiunto un consenso sufficientemente ampio e, comunque, la depurazione dalle scorie fasciste è stata assai penetrante (basti pensare all&#039;eliminazione della sanzione della perdita dei diritti politici per i falliti, sollecitata più volte dalla Corte Europea per i Diritti dell&#039;Uomo e finalmente attuata con una recente riforma).

Ti ringrazio per la premura, ma credo di non aver bisogno di informazioni sulla camera dei fasci e delle corporazioni, che prese il posto di quelle dei deputati dal &#039;39 al &#039;43. Quest&#039;organo avrebbe dovuto coronare la strutturazione corporativa della società e dell&#039;economia che perseguiva il fascismo, ma ebbe in realtà un ruolo assolutamente marginale. Nei fatti, non aveva che una funzione meramente consultiva rispetto all&#039;esecutivo, che in realtà deteneva il potere legislativo. La camera dei fasci e delle corporazioni ed il senato si limitavano a &quot;collaborare&quot; con il governo.
Tantomeno hanno avuto alcuna concreta influenza normativa le corporazioni fasciste (create solo nel 1934). Il loro sostanziale fallimento, per non parlare del peso che il relativo complesso burocratico rappresentava, era stato attestato pure da qualche gerarca (Bottai): si trattò di un colossale elefante che partorì qualche misero topolino. Le norme corporative, inoltre, nella gerarchia delle fonti avevano un rango decisamente subordinato, essendo superiori solo agli usi. Le pochissime che furono effettivamente adottate (nel periodo della repubblica di Salò) furono immediatamente abrogate nel 1944 (con d. lgs. lgt. 23 novembre 1944, n. 369). Tutti i riferimenti riscontrabili, ad esempio, nel codice civile, specialmente nel suo V libro, sono da ritenersi così eliminati.

C&#039;è pure un equivoco di fondo di carattere lessicale: il significato che il termine &quot;corporativo&quot; ha oggi assunto non ha niente a che vedere con quello che esso presentava nella logica fascista di composizione (o meglio, negazione) del conflitto tra le classi sociali. Il corporativismo fascista intendeva superare l&#039;inevitabile attrito tra i datori di lavoro ed i lavoratori attraverso una loro mistificante parificazione e l&#039;inserimento nelle rispettive corporazioni nel supremo interesse dello stato e dell&#039;economia nazionale. Attraverso lo stato (e con il riconoscimento del sindacalismo fascista come unico legittimo rappresentante dei lavoratori) si sarebbe realizzata, pertanto, la ricongiunzione dei ceti naturalmente in lotta.

Niente da spartire, quindi, con il banale &quot;cicero pro domo sua&quot; attraverso cui oggi s&#039;intendono normalmente le parole &quot;corporativo&quot; o &quot;corporativismo&quot; (per gli aspetti giuridici delle ottime esposizioni si trovano nelle voci &quot;corporativismo&quot; e &quot;corporazione (dir. corporativo&quot; dell&#039;Enciclopedia del diritto della Giuffrè).

Che i tassisti o i tabaccai (o meglio, i loro eredi) continuino a godere di licenze concesse sotto il fascismo è effetto delle leggi che le hanno nel tempo preservate e non del fascismo. Il comportamento di una gran parte dei tassisti (romani e non solo) in occasione dei tentativi di erosione dei loro privilegi (garantiti dalle attuali leggi e non da quelle del ventennio) e dopo l&#039;elezione di Alemanno è stato esecrabile, ma non vedo cosa c&#039;entri questo con quando è stata originariamente rilasciata la licenza, che è un atto amministrativo dovuto ove ne ricorrano i presupposti.  

Puoi star certo, infine, che è lontana mille miglia da me l&#039;intenzione di difendere il fascismo, ma bisogna anche avere una certa conoscenza di ciò di cui si parla prima di sparare a zero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ giuseppe da roma: forse c&#8217;è stato un piccolo frainteso, quella finale non era la mia firma, ma solo il mio saluto al ragazzo massacrato a Verona.</p>
<p>Ad ogni modo, posso dirti che tutti i provvedimenti che hai citato sono cambiati profondamente ed intendo con questo dire che l&#8217;alterazione è avvenuta a livello sostanziale. Pure il concordato che tu invochi è stato ampiamente superato dal &#8220;nuovo&#8221; laido concordato craxiano del 1984. Dalla separazione chiesa-stato risorgimentale si è gradualmente giunti ad un &#8220;dilagare&#8221; della prima nel secondo quasi incontrollato (un sunto abbastanza condivisibile si può leggere su: <a href="http://www.homolaicus.com/diritto/concordato/concordato.htm" rel="nofollow">http://www.homolaicus.com/diritto/concordato/concordato.htm</a> )</p>
<p>Delle altre leggi che menzioni è rimasto praticamente solo il &#8220;guscio&#8221; per effetto di molteplici interventi legislativi e della corte costituzionale. Delle poche norme di natura &#8220;fascista&#8221; vigenti sulla carta, poi, in realtà non è stata mai fatta applicazione, essendo per lo più ritenute implicitamente abrogate. Forse sarebbe stato meglio provvedere ad integrali revisioni di molti testi legislativi risalenti all&#8217;epoca fascista (i tentativi di introduzione di un nuovo codice penale o di procedura civile ormai non si contano più), ma nei fatti non è mai stato raggiunto un consenso sufficientemente ampio e, comunque, la depurazione dalle scorie fasciste è stata assai penetrante (basti pensare all&#8217;eliminazione della sanzione della perdita dei diritti politici per i falliti, sollecitata più volte dalla Corte Europea per i Diritti dell&#8217;Uomo e finalmente attuata con una recente riforma).</p>
<p>Ti ringrazio per la premura, ma credo di non aver bisogno di informazioni sulla camera dei fasci e delle corporazioni, che prese il posto di quelle dei deputati dal &#8216;39 al &#8216;43. Quest&#8217;organo avrebbe dovuto coronare la strutturazione corporativa della società e dell&#8217;economia che perseguiva il fascismo, ma ebbe in realtà un ruolo assolutamente marginale. Nei fatti, non aveva che una funzione meramente consultiva rispetto all&#8217;esecutivo, che in realtà deteneva il potere legislativo. La camera dei fasci e delle corporazioni ed il senato si limitavano a &#8220;collaborare&#8221; con il governo.<br />
Tantomeno hanno avuto alcuna concreta influenza normativa le corporazioni fasciste (create solo nel 1934). Il loro sostanziale fallimento, per non parlare del peso che il relativo complesso burocratico rappresentava, era stato attestato pure da qualche gerarca (Bottai): si trattò di un colossale elefante che partorì qualche misero topolino. Le norme corporative, inoltre, nella gerarchia delle fonti avevano un rango decisamente subordinato, essendo superiori solo agli usi. Le pochissime che furono effettivamente adottate (nel periodo della repubblica di Salò) furono immediatamente abrogate nel 1944 (con d. lgs. lgt. 23 novembre 1944, n. 369). Tutti i riferimenti riscontrabili, ad esempio, nel codice civile, specialmente nel suo V libro, sono da ritenersi così eliminati.</p>
<p>C&#8217;è pure un equivoco di fondo di carattere lessicale: il significato che il termine &#8220;corporativo&#8221; ha oggi assunto non ha niente a che vedere con quello che esso presentava nella logica fascista di composizione (o meglio, negazione) del conflitto tra le classi sociali. Il corporativismo fascista intendeva superare l&#8217;inevitabile attrito tra i datori di lavoro ed i lavoratori attraverso una loro mistificante parificazione e l&#8217;inserimento nelle rispettive corporazioni nel supremo interesse dello stato e dell&#8217;economia nazionale. Attraverso lo stato (e con il riconoscimento del sindacalismo fascista come unico legittimo rappresentante dei lavoratori) si sarebbe realizzata, pertanto, la ricongiunzione dei ceti naturalmente in lotta.</p>
<p>Niente da spartire, quindi, con il banale &#8220;cicero pro domo sua&#8221; attraverso cui oggi s&#8217;intendono normalmente le parole &#8220;corporativo&#8221; o &#8220;corporativismo&#8221; (per gli aspetti giuridici delle ottime esposizioni si trovano nelle voci &#8220;corporativismo&#8221; e &#8220;corporazione (dir. corporativo&#8221; dell&#8217;Enciclopedia del diritto della Giuffrè).</p>
<p>Che i tassisti o i tabaccai (o meglio, i loro eredi) continuino a godere di licenze concesse sotto il fascismo è effetto delle leggi che le hanno nel tempo preservate e non del fascismo. Il comportamento di una gran parte dei tassisti (romani e non solo) in occasione dei tentativi di erosione dei loro privilegi (garantiti dalle attuali leggi e non da quelle del ventennio) e dopo l&#8217;elezione di Alemanno è stato esecrabile, ma non vedo cosa c&#8217;entri questo con quando è stata originariamente rilasciata la licenza, che è un atto amministrativo dovuto ove ne ricorrano i presupposti.  </p>
<p>Puoi star certo, infine, che è lontana mille miglia da me l&#8217;intenzione di difendere il fascismo, ma bisogna anche avere una certa conoscenza di ciò di cui si parla prima di sparare a zero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-8982</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 21:43:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/#comment-8982</guid>
		<description>bravo nicola! sono d&#039;accordo su tutto. solo già sapevo che il tulps e il codice rocco, come il concordato, sono stati molto modificati. ma non nella sostanza. è sbajato proprio il fatto che non sia stato FATTO EX NOVO un tulps, capisci?
corporativismo: sarebbe lunga da dire ma ci siamo in pieno. non confondo gli ordini caro mio. a roma la licenza del taxi risale, per il 50%, ai tempi del duce e poi è stata tramandata di padre in figlio (o venduta a caro prezzo) l&#039;istesso le licenze dei sali e tabacchi, vedi la voce &quot;corporativismo&quot;.
l&#039;ultima informazione che ti do è che una delle assemblee parlamentari del regime fascista era &quot;dei fasci e delle corporazioni&quot;. l&#039;itaglia tale era e tale è rimasta e da questo tutto ciò che ne consegue, come ho già scritto.
giuseppe da roma

ps
2 anni fa allo stesso modo fu ucciso un giovane a fiumicino all&#039;uscita da un concerto e st&#039;estate 200 nazi in formazione da guerra hanno assaltato gli spettatori d&#039;un concerto a villa ada....
e tanti episodi, tutti impuniti. ora questi a verona (forse) pagheranno (poco) non so come mai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bravo nicola! sono d&#8217;accordo su tutto. solo già sapevo che il tulps e il codice rocco, come il concordato, sono stati molto modificati. ma non nella sostanza. è sbajato proprio il fatto che non sia stato FATTO EX NOVO un tulps, capisci?<br />
corporativismo: sarebbe lunga da dire ma ci siamo in pieno. non confondo gli ordini caro mio. a roma la licenza del taxi risale, per il 50%, ai tempi del duce e poi è stata tramandata di padre in figlio (o venduta a caro prezzo) l&#8217;istesso le licenze dei sali e tabacchi, vedi la voce &#8220;corporativismo&#8221;.<br />
l&#8217;ultima informazione che ti do è che una delle assemblee parlamentari del regime fascista era &#8220;dei fasci e delle corporazioni&#8221;. l&#8217;itaglia tale era e tale è rimasta e da questo tutto ciò che ne consegue, come ho già scritto.<br />
giuseppe da roma</p>
<p>ps<br />
2 anni fa allo stesso modo fu ucciso un giovane a fiumicino all&#8217;uscita da un concerto e st&#8217;estate 200 nazi in formazione da guerra hanno assaltato gli spettatori d&#8217;un concerto a villa ada&#8230;.<br />
e tanti episodi, tutti impuniti. ora questi a verona (forse) pagheranno (poco) non so come mai</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: McLaud</title>
		<link>http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/comment-page-1/#comment-8977</link>
		<dc:creator>McLaud</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 20:22:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.donzauker.it/2008/05/05/ps-3/#comment-8977</guid>
		<description>@ anonimo #95 (giuseppe da roma): hai una minima idea di quanto sia stato alterato nel tempo il codice penale, o il testo unico di pubblica sicurezza (che praticamente restano solo nominalmente delle leggi del &#039;30 e del &#039;31)? Per non parlare del codice civile, di procedura civile, della legge fallimentare... 
Confondi, poi, gli ordini professionali con le categorie dei tabaccai e dei tassisti: devi però sapere che l&#039;attività di questi ultimi è regolata da leggi certamente posteriori alla caduta del regime fascista (l. n. 1293 del 1957 e una miriade di modifiche e integrazioni successive per i primi; l. n. 21 del 1992 e successive modifiche e integrazioni per i secondi) e che col fascismo non hanno niente a che vedere.

@ tutti gli altri: mi permetto di intervenire per fare alcune precisazioni che mi paiono importanti. A seguito della seconda guerra mondiale il fascismo e tutto il suo bagaglio dottrinario sono stati banditi dal nostro ordinamento attraverso la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e con la l. 645 del 1952 (c.d. legge Scelba: http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/atti_normativi/XIII/pdf/l1952_00645.pdf). La libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) e quella di associazione (art. 18 Cost.) incontrano quindi un limite a già livello costituzionale in merito agli ideali fascisti o nazisti (sempre che di ideali si possa parlare, e di ciò dubito: non per niente ho parlato di bagaglio dottrinario). &lt;b&gt;Essi non hanno cittadinanza, né godono di alcuna protezione nel nostro ordinamento, tutt&#039;altro.&lt;/b&gt;

In relazione, poi, al pensiero esposto e gradualmente precisato da BLI, mi pare che la sua idea di tolleranza sia alquanto inconsistente: altro non sarebbe che indifferenza nei confronti di chi sostiene di aderire al fascismo, purché non nuoccia agli altri. Ma cosa significa questo? Fintantoché il prossimo tiene le proprie idee per sè, allora va tollerato? Mi chiedo allora cosa vi sia da &quot;tollerare&quot; in questa visione monadica dell&#039;esperienza sociale umana. Se non ci sono rapporti, né comunicazione, viene meno la necessità di invocare la tolleranza o il reciproco rispetto: si tratta, piuttosto, di &lt;b&gt;reciproca indifferenza&lt;/b&gt;. Lo ripeto e non sono io a sostenerlo, bensì le coscienze dei nostri costituenti che avendo attraversato l&#039;esperienza della dittatura hanno informato di sé il testo della nostra carta fondamentale : la dottrina fascista non gode di tutela nel nostro ordinamento, non è una scelta rimessa alla nostra &quot;tolleranza&quot; o ad una &quot;logica&quot; superiore, qualunque cosa si voglia intendere con ciò. Il corso degli eventi ha portato a questo ed a mio parere si commette un grave errore storico a voler paragonare l&#039;accozzaglia di &quot;dogmi&quot; nazi-fascisti alle teorie filosofiche alla base dei regimi comunisti. Mentre i primi sono stati elaborati &quot;a posteriori&quot; al fine di giustificare e fornire di una base &quot;ideologica&quot; dei regimi dispotici, i secondi (che, sia detto incidentalmente, ritengo storicamente superati) sono stati sottoposti a distorsioni e strumentalizzazioni per fondare i totalitarismi di stampo comunista.

Ribadisco ulteriormente che ben poca cosa è la tolleranza se la si riduce a sinonimo di indifferenza (come testualmente fa BLI in questo esempio che riporto per non essere tacciato di faziosità: &quot;Rispetto per la diversità, che non significa accettare i “negri” o i “froci”, ma semplicemente fregarsene dell’altrui colore di pelle o gusti sessuali&quot;): &quot;tollerare&quot; è accettazione, comprensione, rispetto anche di ciò che non si condivide. Questo è uno dei valori inscritti nel più recondito nucleo dei principi della nostra democrazia, assieme all&#039;uguaglianza ed alla solidarietà e che tanto spesso sono purtroppo calpestati. Le moderne concezioni della libertà dell&#039;individuo hanno fatto un salto in avanti rispetto all&#039;ottocentesca costruzione della libertà individuale che termina ove inizia quella altrui: &lt;b&gt;l&#039;uomo non si può realizzare compiutamente se non nella società e l&#039;obiettivo è quello di creare una convivenza armonica, non una mera &quot;giustapposizione&quot; di sfere isolate&lt;/b&gt;.

Non ritengo che si possa ripagare l&#039;odio, il razzismo, il pregiudizio e quant&#039;altro rechi con sè l&#039;ottusità fascista con la stessa moneta: ciascuno di noi, come stiamo facendo anche ora, deve contribuire a rimuoverli col suo comunicare, col suo esempio, con il suo agire sociale. Gli episodi estremi sono repressi dalla legge, a partire da quella fondamentale, e ad essa dobbiamo fare appello di fronte all&#039;odio ed alla violenza nazi-fascista o razzista perché siano giustamente punite.

Peraltro, non sono tanto gli &quot;estremi&quot; a preoccuparmi, perché quelli (sia di destra, sia di sinistra) sono sempre stati una minoranza, bensì la maggioranza ottusa o indifferente. Ognuno di noi, senza arrogarsi compiti &quot;missionari&quot;, può ogni giorno contribuire a diffondere conoscenza e comprensione anche con il suo esempio...l&#039;ho già detto altrove e qui mi limito a ripetere solo l&#039;essenziale: bisogna riscoprire il valore dell&#039;uomo come fine e spingere anche gli altri a farlo. Sembra una proposta minima, ma bisogna ripartire da questo se si vuole dare una svolta alla decadenza che ci circonda.

Dopo tutto questo sproloquio, di cui spero mi perdonerete, voglio solo ricordare a tutti che della violenza bestiale di cui si sono macchiati i 5 di Verona solo loro sono responsabili. Non posso che augurarmi che scontino la pena del loro crimine, ma più ancora (e forse utopicamente) spero che possano comprenderne la gravità e cambiare le loro vite per evitare di continuare l&#039;incessante semina dell&#039;odio.

Ciao Nicola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ anonimo #95 (giuseppe da roma): hai una minima idea di quanto sia stato alterato nel tempo il codice penale, o il testo unico di pubblica sicurezza (che praticamente restano solo nominalmente delle leggi del &#8216;30 e del &#8216;31)? Per non parlare del codice civile, di procedura civile, della legge fallimentare&#8230;<br />
Confondi, poi, gli ordini professionali con le categorie dei tabaccai e dei tassisti: devi però sapere che l&#8217;attività di questi ultimi è regolata da leggi certamente posteriori alla caduta del regime fascista (l. n. 1293 del 1957 e una miriade di modifiche e integrazioni successive per i primi; l. n. 21 del 1992 e successive modifiche e integrazioni per i secondi) e che col fascismo non hanno niente a che vedere.</p>
<p>@ tutti gli altri: mi permetto di intervenire per fare alcune precisazioni che mi paiono importanti. A seguito della seconda guerra mondiale il fascismo e tutto il suo bagaglio dottrinario sono stati banditi dal nostro ordinamento attraverso la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e con la l. 645 del 1952 (c.d. legge Scelba: <a href="http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/atti_normativi/XIII/pdf/l1952_00645.pdf)" rel="nofollow">http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/atti_normativi/XIII/pdf/l1952_00645.pdf)</a>. La libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) e quella di associazione (art. 18 Cost.) incontrano quindi un limite a già livello costituzionale in merito agli ideali fascisti o nazisti (sempre che di ideali si possa parlare, e di ciò dubito: non per niente ho parlato di bagaglio dottrinario). <b>Essi non hanno cittadinanza, né godono di alcuna protezione nel nostro ordinamento, tutt&#8217;altro.</b></p>
<p>In relazione, poi, al pensiero esposto e gradualmente precisato da BLI, mi pare che la sua idea di tolleranza sia alquanto inconsistente: altro non sarebbe che indifferenza nei confronti di chi sostiene di aderire al fascismo, purché non nuoccia agli altri. Ma cosa significa questo? Fintantoché il prossimo tiene le proprie idee per sè, allora va tollerato? Mi chiedo allora cosa vi sia da &#8220;tollerare&#8221; in questa visione monadica dell&#8217;esperienza sociale umana. Se non ci sono rapporti, né comunicazione, viene meno la necessità di invocare la tolleranza o il reciproco rispetto: si tratta, piuttosto, di <b>reciproca indifferenza</b>. Lo ripeto e non sono io a sostenerlo, bensì le coscienze dei nostri costituenti che avendo attraversato l&#8217;esperienza della dittatura hanno informato di sé il testo della nostra carta fondamentale : la dottrina fascista non gode di tutela nel nostro ordinamento, non è una scelta rimessa alla nostra &#8220;tolleranza&#8221; o ad una &#8220;logica&#8221; superiore, qualunque cosa si voglia intendere con ciò. Il corso degli eventi ha portato a questo ed a mio parere si commette un grave errore storico a voler paragonare l&#8217;accozzaglia di &#8220;dogmi&#8221; nazi-fascisti alle teorie filosofiche alla base dei regimi comunisti. Mentre i primi sono stati elaborati &#8220;a posteriori&#8221; al fine di giustificare e fornire di una base &#8220;ideologica&#8221; dei regimi dispotici, i secondi (che, sia detto incidentalmente, ritengo storicamente superati) sono stati sottoposti a distorsioni e strumentalizzazioni per fondare i totalitarismi di stampo comunista.</p>
<p>Ribadisco ulteriormente che ben poca cosa è la tolleranza se la si riduce a sinonimo di indifferenza (come testualmente fa BLI in questo esempio che riporto per non essere tacciato di faziosità: &#8220;Rispetto per la diversità, che non significa accettare i “negri” o i “froci”, ma semplicemente fregarsene dell’altrui colore di pelle o gusti sessuali&#8221;): &#8220;tollerare&#8221; è accettazione, comprensione, rispetto anche di ciò che non si condivide. Questo è uno dei valori inscritti nel più recondito nucleo dei principi della nostra democrazia, assieme all&#8217;uguaglianza ed alla solidarietà e che tanto spesso sono purtroppo calpestati. Le moderne concezioni della libertà dell&#8217;individuo hanno fatto un salto in avanti rispetto all&#8217;ottocentesca costruzione della libertà individuale che termina ove inizia quella altrui: <b>l&#8217;uomo non si può realizzare compiutamente se non nella società e l&#8217;obiettivo è quello di creare una convivenza armonica, non una mera &#8220;giustapposizione&#8221; di sfere isolate</b>.</p>
<p>Non ritengo che si possa ripagare l&#8217;odio, il razzismo, il pregiudizio e quant&#8217;altro rechi con sè l&#8217;ottusità fascista con la stessa moneta: ciascuno di noi, come stiamo facendo anche ora, deve contribuire a rimuoverli col suo comunicare, col suo esempio, con il suo agire sociale. Gli episodi estremi sono repressi dalla legge, a partire da quella fondamentale, e ad essa dobbiamo fare appello di fronte all&#8217;odio ed alla violenza nazi-fascista o razzista perché siano giustamente punite.</p>
<p>Peraltro, non sono tanto gli &#8220;estremi&#8221; a preoccuparmi, perché quelli (sia di destra, sia di sinistra) sono sempre stati una minoranza, bensì la maggioranza ottusa o indifferente. Ognuno di noi, senza arrogarsi compiti &#8220;missionari&#8221;, può ogni giorno contribuire a diffondere conoscenza e comprensione anche con il suo esempio&#8230;l&#8217;ho già detto altrove e qui mi limito a ripetere solo l&#8217;essenziale: bisogna riscoprire il valore dell&#8217;uomo come fine e spingere anche gli altri a farlo. Sembra una proposta minima, ma bisogna ripartire da questo se si vuole dare una svolta alla decadenza che ci circonda.</p>
<p>Dopo tutto questo sproloquio, di cui spero mi perdonerete, voglio solo ricordare a tutti che della violenza bestiale di cui si sono macchiati i 5 di Verona solo loro sono responsabili. Non posso che augurarmi che scontino la pena del loro crimine, ma più ancora (e forse utopicamente) spero che possano comprenderne la gravità e cambiare le loro vite per evitare di continuare l&#8217;incessante semina dell&#8217;odio.</p>
<p>Ciao Nicola.</p>
]]></content:encoded>
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